Malaria

La malaria è una malattia trasmessa da un particolare genere di zanzare. In forma lieve, causa febbre, diarrea e vomito, ma può portare a complicazioni più gravi e addirittura alla morte. Sebbene il numero di decessi sia in diminuzione, la malaria è ancora la quarta causa di morte in Africa. Eppure, con le giuste precauzioni, si può prevenire o curare.

Cos’è la malaria?

La malaria umana è una malattia potenzialmente mortale, causata da parassiti trasmessi da alcuni generi di zanzare infette. 

Quando e dove siamo maggiormente a rischio?

In generale, le zanzare tendono a pungere di più al crepuscolo e di notte. Inoltre, la malaria si può trovare principalmente nelle aree tropicali e subtropicali. 

BEATABLE? Si, ma come? 

L’OMS definisce la malaria come una malattia grave, ma prevenibile e curabile se diagnosticata precocemente e trattata con farmaci appropriati.

Quali comportamenti vanno quindi seguiti?

Per la malaria ci sono sia dei metodi di prevenzione farmacologici – vi sono infatti diversi farmaci che, se assunti, diminuiscono la probabilità di prendere la malattia. Tuttavia, questi rimedi sono molto costosi e poco sostenibili nel lungo periodo. 

Vi sono poi dei comportamenti utili da seguire per ridurre il rischio di contagio, come indossare pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe, preferibilmente di colore chiaro, soprattutto nelle ore crepuscolari e notturne, spruzzare il repellente per zanzare non solo sul corpo, ma anche sui vestiti e negli angoli delle stanze, dormire sotto una zanzariera ed evitare di stare vicino a fonti d’acqua. 

Per le comunità che vivono costantemente a rischio di malaria, queste modalità di prevenzione sono spesso difficili da portare avanti nel lungo periodo: è quindi opportuno pensare a delle strategie più impattanti per potenziare le comunità stesse e fare sì che possano rispondere a queste minacce. 

Cosa succede se mi ammalo di malaria? 

La malaria è una malattia curabile grazie a dei farmaci appositi. Purtroppo non è ancora stato messo a punto un vaccino, che potrebbe salvare la vita a milioni di persone ogni anno. Tuttavia, perché la malaria sia adeguatamente trattata, è fondamentale che venga diagnosticata il prima possibile. Se l’individuazione della malattia può essere relativamente facile in zone del mondo più benestanti, nelle aree più rurali e povere del pianeta questo è difficile se non impossibile. Potenziare quindi i sistemi sanitari locali e il monitoraggio a tappeto della popolazione sono modalità che possono avere un impatto davvero importante per combattere questa malattia. 

La malaria In Europa: 

  • La presenza della malaria in Europa è dovuta per il 99.8% a casi di importazione. Sebbene si registrino diverse migliaia di casi nell’Unione Europea ogni anno, questi sono dovuti nella grande maggioranza dei casi all’ingresso o al ritorno nel territorio UE di turisti o viaggiatori che hanno contratto la malattia in aree endemiche e hanno poi fatto ritorno in Europa, non risultando quindi contagiosi per il resto della popolazione.
     

La malaria in Uganda:

  1. Il Ministero della Salute ugandese ha dichiarato che la malaria colpisce il 90% della popolazione, con prevalenza nei bambini sotto i 5 anni. 
  2. In Uganda, come in molte aree del mondo, questa malattia rappresenta ancora una difficile sfida. La sua diffusione a livello nazionale è infatti molto alta e questa malattia colpisce ogni anno milioni di persone. 
    • Solo nel 2014, l’UNAIDS ha registrato 14.000.000 di casi di malaria nel paese.
    • L’Uganda si colloca oggi al quinto posto a livello mondiale tra gli Stati a rischio di malaria.

La malaria nella regione Acholi 

La malaria è fortemente presente nelle regioni del Nord, anche se vi sono casi anche nella capitale Kampala e in altre zone del paese. La percentuale di persone affette dalla malattia aumenta infatti quando ci si sposta nel Nord del Paese, che è la zona più colpita.

  • Nel 2019, vi è stato un grave allarme sanitario per un’epidemia di malaria nel distretto di Nwoya, all’interno della regione.
  • Diversi programmi internazionali cercano di potenziare la qualità del sistema sanitario locale e di favorirne l’accesso da parte della popolazione.