HIV/Aids

Perchè, nel 2020, è importante parlare ancora di HIV/AIDS? L’HIV è un’infezione che colpisce il sistema immunitario e si manifesta inizialmente con rash cutanei o dolori articolari. Nella sua forma più acuta, l’AIDS, può provocare gravi danni immunitari che espongono maggiormente al rischio di tumori. Negli ultimi vent’anni, HIV e AIDS hanno causato circa 33 milioni di morti in tutto il mondo.

BEATABLE, sì, ma come?

  1. Nel 2018, 37.9 milioni e 700 mila persone convivevano quotidianamente con HIV e AIDS, di cui 1.7 milioni erano bambini di età inferiore ai 14 anni. Questo è possibile solo grazie ad un corretto trattamento dell’infezione, tramite una Terapia Antiretrovirale (ART) che svolge una duplice azione: curativa e preventiva. Questa permette da una parte di attenuare i sintomi della malattia, ma soprattutto riduce il rischio di trasmissione mother-to-child durante la gravidanza e l’allattamento fino all’ 1%.
  2. A questo proposito, alla fine del 2019, si è registrato un dato molto positivo in Uganda: l’84% degli individui affetti da HIV, era a conoscenza della propria sieropositività e, tra questi, il 72% si stava sottoponendo ad una terapia Antiretrovirale. Questo dato è decisamente incoraggiante se letto in relazione allo stigma spesso legato a questa infezione, che può spingere i pazienti sieropositivi a non aderire in modo continuativo al ciclo terapeutico.

APPROFONDIMENTI

È vero che l’HIV esiste solo nei paesi sottosviluppati o possiamo ammalarcene anche noi?
→ Uganda/Ita

  1. Effettivamente, due terzi dei sieropositivi sono registrati nel continente africano, ma il numero è in aumento anche in Europa.
  2. Nella Repubblica ugandese si registrano invece 4.030 nuovi casi ogni 100.000 persone, e questo fa sì che il paese sia tuttora incluso nella lista delle 30 nazioni maggiormente a rischio di co-infezione da HIV e Tubercolosi. In Italia, si registra invece che dal 2012 sia in corso un calo delle sieropositività, che ha portato, nel 2018, alla diagnosi di soli 2.487 nuovi casi in tutto il territorio nazionale, ovvero 4.7 nuovi casi ogni 100.000 persone.

→ Ieri/Oggi

  1. In Uganda, dopo l’enorme crescita dei casi di AIDS a partire dagli anni ‘70, con l’inizio del nuovo millennio la situazione è migliorata e si sta stabilizzando in quasi tutto il paese, ma ancora si registrano enormi disuguaglianze ed indicatori con valori ancora allarmanti.
  2. Se in passato la zona maggiormente colpita dall’HIV/AIDS era il Sud, a causa della stretta vicinanza con la Tanzania e della concentrazione di aree urbane, a seguito delle instabilità legate alla guerra civile, è la zona del territorio Acholi, regione più rurale nel nord del Paese, quella in cui si registrano i peggiori indicatori di mortalità materna ed infantile.
  3. In questo senso, nonostante negli ultimi 12 anni vi sia stato un netto miglioramento post – guerra civile, la Regione Acholi mostra ancora il più alto tasso di sieroprevalenza, pari all’ 8.3%, ben più alto della media nazionale.